Finte arcate su colonne e motivi decorativi a rocaille (dipinto murale) by Massalli, Francesco (attribuito) (sec. XVIII)

https://w3id.org/arco/resource/Lombardia/HistoricOrArtisticProperty/1n150-02347_R03 an entity of type: HistoricOrArtisticProperty

dipinto murale Finte arcate su colonne e motivi decorativi a rocaille
Finte arcate su colonne e motivi decorativi a rocaille (dipinto murale) di Massalli, Francesco (attribuito) (sec. XVIII) 
Finte arcate su colonne e motivi decorativi a rocaille (dipinto murale) by Massalli, Francesco (attribuito) (sec. XVIII) 
post 1755-ante 1760 
La volta ribassata del grande salone d'onore alto due piani è affrescata con quadrature a trompe l'oeil che fingono, oltre una balaustra segnata da nicchie, cartocci e riccioli, l'innalzamento dello spazio per un ulteriore ordine, scandito da colonne binate verdi marezzate, affrontate a lesene del medesimo colore. Su capitelli ionici dorati appoggia una cornice aggettante spezzata che funge da base per l'imposta di quattro arcate trionfali. Lo sfondo chiaro che si intravede oltre gli archi simula la presenza di una copertura voltata decorata con stucchi bianchi, rosa e dorati. Il gusto barocchetto promana dai numerosi elementi decorativi che richiamano le forme della conchiglia, arricchiti di riccioli, come nei finti nicchioni absidati dipinti sui lati brevi, ripresi dalla coeva decorazione plastica a stucco. Ai colori tenui, grigi, rosa, verdi e viola, fanno da contrappunto le dorature e i vivaci trionfi di fiori. 
dipinto murale 
03 
Il virtuosismo prospettico del trompe l'oeil della volta richiama le quadrature di Giovanni Antonio Torricelli, ma la ripetizione in serie degli archi male si concilia con la fantasia del maestro (Meli Bassi, 1994). Nel salone di Chiavenna i colori sono meno splendenti e le architetture dipinte appaiono di qualità inferiore rispetto alla produzione torricelliana. Pertanto si è ipotizzato che il nome dell'autore possa essere quello del luganese Francesco Massalli, già collaboratore del Torricelli in alcuni cantieri valtellinesi, quali la parrocchiale di Postalesio o palazzo Peregalli di Delebio. Anche sulla datazione non vi sono dati certi, si sa che nel 1755 il palazzo era costruito e in parte abitabile (Scaramellini, 2002). Le analisi stilistiche e storiche portano gli studiosi a collocare l'esecuzione della decorazione della volta tra il sesto e il settimo decennio del XVIII secolo. 
Finte arcate su colonne e motivi decorativi a rocaille 
La volta ribassata del grande salone d'onore alto due piani è affrescata con quadrature a trompe l'oeil che fingono, oltre una balaustra segnata da nicchie, cartocci e riccioli, l'innalzamento dello spazio per un ulteriore ordine, scandito da colonne binate verdi marezzate, affrontate a lesene del medesimo colore. Su capitelli ionici dorati appoggia una cornice aggettante spezzata che funge da base per l'imposta di quattro arcate trionfali. Lo sfondo chiaro che si intravede oltre gli archi simula la presenza di una copertura voltata decorata con stucchi bianchi, rosa e dorati. Il gusto barocchetto promana dai numerosi elementi decorativi che richiamano le forme della conchiglia, arricchiti di riccioli, come nei finti nicchioni absidati dipinti sui lati brevi, ripresi dalla coeva decorazione plastica a stucco. Ai colori tenui, grigi, rosa, verdi e viola, fanno da contrappunto le dorature e i vivaci trionfi di fiori. 
Finte arcate su colonne e motivi decorativi a rocaille 
Chiavenna (SO) 
dipinto murale 
proprietà privata 
intonaco/ pittura a fresco 

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