Architettura - Chiese - Altari (positivo, elemento-parte componente) by Poppi, Pietro, Bergonzoni, Giovanni Battista (XIX-XX)

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positivo, album, elemento-parte componente
Architettura - Chiese - Altari (positivo, elemento-parte componente) by Poppi, Pietro, Bergonzoni, Giovanni Battista (XIX-XX) 
Italia - Emilia Romagna - Bologna - Santuario di Santa Maria della Vita - Interno (positivo, elemento-parte componente) di Poppi, Pietro, Bergonzoni, Giovanni Battista (XIX-XX) 
Italia - Emilia Romagna - Bologna - Santuario di Santa Maria della Vita - Interno (positivo, elemento-parte componente) by Poppi, Pietro, Bergonzoni, Giovanni Battista (XIX-XX) 
Architettura - Chiese - Altari (positivo, elemento-parte componente) di Poppi, Pietro, Bergonzoni, Giovanni Battista (XIX-XX) 
Architetti - Italia - Sec. XVII - Bergonzoni, Giovanni Battista (positivo, elemento-parte componente) by Poppi, Pietro, Bergonzoni, Giovanni Battista (XIX-XX) 
Architetti - Italia - Sec. XVII - Bergonzoni, Giovanni Battista (positivo, elemento-parte componente) di Poppi, Pietro, Bergonzoni, Giovanni Battista (XIX-XX) 
post 1896-ante 1907 
Stampa sciolta inserita con i quattro angoli nei tagli predisposti alla carta 13, recto (attualmente estrapolata) 
positivo (album, elemento-parte componente) 
00635803 
08 
0800635803 
La ripresa mostra l’interno del Santuario di Santa Maria della Vita, in particolare dell’altare maggiore e del fianco sinistro del presbiterio. La chiesa, di proprietà della Congregazione dei Battuti, responsabile dell’Ospedale di Santa Maria della Vita, venne edificata per celebrare l’immagine miracolosa della Madonna col Bambino, custodita entro la grande ancona d’altare (visibile al centro della fotografia). A seguito di un crollo avvenuto nel novembre del 1686, l’intero edificio venne ricostruito secondo un progetto di Giovanni Battista Bergonzoni, che prevedeva la realizzazione di una grande cupola ellittica, compiuta solo nel secolo successivo, quando vennero coinvolti gli architetti Angelo Venturoli e Giuseppe Tubertini (derivazione anche da un disegno da Antonio Galli Bibiena). La cupola venne quindi posta in opera dal Tubertini nel 1787, con la collaborazione di Luigi Acquisti per le sculture in stucco. Il fototipo non presenta la fascetta didascalica, ma reca il titolo sul verso, accompagnato dal numero di inventario 12324, segnatura non rintracciabile nei cataloghi a stampa del fotografo Pietro Poppi, al quale è attribuita la stampa. La lastra e il positivo sono dunque ascrivibili all'ultima attività dell'autore, tra il 1896, anno di pubblicazione della seconda appendice al Catalogo Generale del 1888, ed il 1907, anno di cessione dello studio. Nel 1863 il pittore Pietro Poppi (Cento, 1833 - Bologna, 1914) aprì un negozio di cartoleria in via Mercato di Mezzo 56 in società con Adriano Lodi. Nell'edificio aveva sede anche lo studio fotografico di Roberto Peli (ex collaboratore di Emilio Anriot), il quale probabilmente avviò Poppi alla professione di fotografo. Nel 1866 Poppi e Peli si associarono aprendo uno studio in via San Mamolo 102 (la ditta Peli, Poppi & C.), che rimase attivo fino al 1867, anno in cui Poppi si mise in proprio, ritornando nella precedente sede del Mercato di Mezzo. Solo nel 1869 Poppi rilevò ufficialmente La Fotografia dell'Emilia, operando anche uno spostamento di sede da via Mercato di Mezzo 56, dove venne fondata la ditta nel 1865, a via San Mamolo 101 (oggi via d’Azeglio) in Palazzo Rodriguez (edificio in cui dal ’65 al ’69 avevano operato i coniugi Ferrara, Fotografia Milanese), ma lo stesso pittore-fotografo vi lavorò sin dal 1866. Effettivamente il 17 aprile del 1866 il quotidiano “Monitore di Bologna” menziona Poppi quale direttore dello Stabilimento Fotografico dell’Emilia di via Mercato di Mezzo 56 (si segnala la tesi di Massimo Cova che vede in Poppi il fondatore della Fotografia dell’Emilia – cfr. Fotografia e Fotografi a Bologna 1839-1900, Bologna 1992, p. 277). Nel marzo del 1907 Poppi si ritirò, cedendo lo studio a Luigi Monari ed Armando Bacchelli; la Fotografia dell’Emilia passò in seguito, nel 1909, sotto la proprietà unica di Alfonso Zagnoli (chiusura definitiva della ditta nel 1921), il quale nel 1940 vendette quanto restava del fondo di lastre e positivi originali di Pietro Poppi alla Cassa di Risparmio di Bologna. Il fondo fotografico Faccioli è costituito da stampe sciolte o incollate su supporto, raccolte nel corso della sua attività di ingegnere-architetto da Raffaele Faccioli (Bologna, 1836-1914). Dopo la sua morte, il geometra Luigi Mattioli, amministratore dei beni degli eredi, propose a Francesco Malaguzzi Valeri, allora Direttore della Pinacoteca di Bologna, l'acquisto di questa raccolta grafica comprendente disegni, taccuini e materiale fotografico. L'acquisizione avvenne in due fasi, tra il 1917 e il 1918. Nei precisi elenchi che testimoniano la transazione si citano: "597 fotografie di diversi formati e soggetti montate su cartone, 624 fotografie di diversi formati e soggetti senza cartone, 31 fotografie su cartone di diverse misure, di soggetti architettonici, e 9 fotografie senza cartone, di diverse misure, di soggetti architettonici" (9 maggio 1917) e "576 fotografie di diversi formati e soggetti" (9 aprile 1918). Documentazione circa il fondo è reperibile presso l’Archivio Storico della Pinacoteca, pratiche n.31, foglio 43, n. 9 
31875/ 671 
Chiesa della Vita (anno 1688)/ Interno 
Architettura - Chiese - Altari 
Architetti - Italia - Sec. XVII - Bergonzoni, Giovanni Battista 
Italia - Emilia Romagna - Bologna - Santuario di Santa Maria della Vita - Interno 
Stampa sciolta inserita con i quattro angoli nei tagli predisposti alla carta 13, recto (attualmente estrapolata) 
Italia - Emilia Romagna - Bologna - Santuario di Santa Maria della Vita - Interno ; Architettura - Chiese - Altari ; Architetti - Italia - Sec. XVII - Bergonzoni, Giovanni Battista, Bologna - Santuario di Santa Maria della Vita - Veduta della zona absidale e dell'altare maggiore 
Bologna (BO) 
0800635803-41 
positivo album 
proprietà Stato 
albumina  carta 
Bologna - Santuario di Santa Maria della Vita - Veduta della zona absidale e dell'altare maggiore 

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