Bombardamenti aerei - Danni di guerra - Guerra mondiale 1939-1945 (negativo, insieme) by A. Villani & Figli (ditta), Savelli, Sperandio (secondo quarto XX)

https://w3id.org/arco/resource/PhotographicHeritage/0800641733 an entity of type: MovableCulturalProperty

negativo, servizio, insieme
Elementi architettonici in terracotta – Lesene - Fregi (negativo, insieme) di A. Villani & Figli (ditta), Savelli, Sperandio (secondo quarto XX) 
Bombardamenti aerei - Danni di guerra - Guerra mondiale 1939-1945 (negativo, insieme) by A. Villani & Figli (ditta), Savelli, Sperandio (secondo quarto XX) 
Elementi architettonici in terracotta – Lesene - Fregi (negativo, insieme) by A. Villani & Figli (ditta), Savelli, Sperandio (secondo quarto XX) 
Bombardamenti aerei - Danni di guerra - Guerra mondiale 1939-1945 (negativo, insieme) di A. Villani & Figli (ditta), Savelli, Sperandio (secondo quarto XX) 
Decorazione architettonica – Rilievi - Frammenti - Sec. 15 (negativo, insieme) di A. Villani & Figli (ditta), Savelli, Sperandio (secondo quarto XX) 
Decorazione architettonica – Rilievi - Frammenti - Sec. 15 (negativo, insieme) by A. Villani & Figli (ditta), Savelli, Sperandio (secondo quarto XX) 
Scultori italiani - Sec. 15. – Savelli, Sperandio (negativo, insieme) by A. Villani & Figli (ditta), Savelli, Sperandio (secondo quarto XX) 
Italia - Emilia Romagna - Bologna - Chiesa del Corpus Domini (negativo, insieme) by A. Villani & Figli (ditta), Savelli, Sperandio (secondo quarto XX) 
Scultori italiani - Sec. 15. – Savelli, Sperandio (negativo, insieme) di A. Villani & Figli (ditta), Savelli, Sperandio (secondo quarto XX) 
Italia - Emilia Romagna - Bologna - Chiesa del Corpus Domini (negativo, insieme) di A. Villani & Figli (ditta), Savelli, Sperandio (secondo quarto XX) 
ca 1946-ca 1946 
Il servizio fotografico è costituito da 18 lastre alla gelatina di formato 18 x 24, 13 orizzontali (N_001617, N_001618, N_001621, N_001624, N_001625 e da N_001628 a N_001635) e 5 verticali (N_001619, N_001622, N_001623, N_001626 e N_001627). Tutti i negativi erano originariamente contenuti nella loro busta pergamina; tali custodie si conservano separatamente. All'interno del pergamino del fototipo N_001635, si conserva la fotocopia di una vecchia schedina inventariale, sulla quale è riportato l'autore e la data, non indicati sulle buste pergamine. Si segnala la presenza di un'etichetta incollata sul lato emulsione, delle matrici da N_001627 a N_001635. I negativi N_001619, N_001626 e N_001627 presentano una mascheratura realizzata con carta nera, lungo tutto il perimetro del lato emulsione. L'angolo inferiore sinistro della lastra N_001627 è rotto: i pezzi sono tenuti assieme dalla mascheratura. Sui negativi sono visibili le impronte del portalastre 
negativo (servizio, insieme) 
da N_001617 a N_001619, da N_001621 a N_001635 
00641733 
18 
08 
0800641733 
Particolari del portale in terracotta della Chiesa del Corpus Domini detta anche Chiesa della Santa a Bologna, dopo il restauro (18 lastre) 
Costruito fra il 1477 e il 1480 da Nicolò di Marchionne da Firenze e Francesco Fucci da Dozza, il Corpus Domini è uno dei santuari più cari alla devozione popolare. L'edificio è conosciuto anche con il nome di “Chiesa della Santa” in quanto in esso è conservato il corpo di Santa Caterina de' Vigri, fondatrice nel 1456 del primo convento di suore Clarisse a Bologna. Conservando la facciata rinascimentale, Giovan Giacomo Monti rimaneggiò l’edificio nella seconda metà del Seicento, in forma barocca. L’interno è a una navata, con cappelle affrescate da Marcantonio Franceschini e arricchito da sculture di Giuseppe Mazza. La chiesa deve però la sua notorietà all'esuberante portale in terracotta attribuito a Sperandio di Bartolomeo de' Savelli. Il santuario venne per la maggior parte distrutto dall’incursione aerea del 5 ottobre del 1943, che abbatté la facciata, il tetto, le volte della nave, alcune cappelle e la parte superiore dei muri di perimetro; inoltre distrusse e mutilò l’interna decorazione ad affresco e a stucco. Alfredo Barbacci, all'epoca del secondo conflitto mondiale Soprintendente a Bologna, in “Monumenti di Bologna. Distruzioni e restauri” del 1977 scrive che “Nel crollo della pesantissima facciata, il portale si era frantumato in piccoli e piccolissimi pezzi, che dovemmo raccogliere nell’alto cumolo di macerie che aveva sbarrato la via e il portico della casa antistante. Con pazientissimo lavoro, durato sedici mesi, i frammenti vennero identificati, ordinati, quindi saldati fra loro con resina e con grappe di rame, ricomponendo le varie formelle in cui era originariamente diviso il portale; i pochi pezzi rifatti sono distinti dalla superficie scabra. Ricomponendo il portale si riportarono alla lunghezza originaria le due lesene che formano gli stipiti, rifacendo le strisce verticali che in epoca imprecisa vennero asportate per applicare una nuda porta di legno un po' più larga e alta di quella vecchia! E si rifece pure la striscia di architrave allo stesso scopo asportata”. La ricomposizione e reintegrazione venne affidata allo scultore Giovanni Vicini che, con una diligente opera di identificazione, ordinò e saldò i lacerti e le varie formelle. Le immagini in esame documentano parte del lavoro di restauro del portale di Savelli, limitato alle lesene. Sono infatti riprese le formelle di destra e di sinistra raffigurante un putto alato appoggiato su una valva di conchiglia mentre regge un vaso da cui si snoda una complessa decorazione fitomorfa. Come desunto dalla schedina inventariale allegata alla lastra N_001635, il servizio fotografico in esame è stato realizzato dallo studio bolognese A. Villani & Figli nel 1946. Per la realizzazione di questo servizio, Villani dispose la fotocamera in modo perpendicolare rispetto al soggetto, ponendo i bassorilievi su un tessuto. Le immagini N_001619, N_001623 e N_001627 sono pubblicate in Monumenti di Bologna: distruzioni e restauri (vedi BIB, p. 228-229) 
Bologna/ Chiesa della Santa/ Particolare della lesena del portale/ in terracotta dopo il restauro 
Bologna/ Chiesa del Corpus Domini/ Portale in Terracotta/ (Fotografia eseguita dopo il restauro) 
Scultori italiani - Sec. 15. – Savelli, Sperandio 
Italia - Emilia Romagna - Bologna - Chiesa del Corpus Domini 
Bombardamenti aerei - Danni di guerra - Guerra mondiale 1939-1945 
Elementi architettonici in terracotta – Lesene - Fregi 
Decorazione architettonica – Rilievi - Frammenti - Sec. 15 
Il servizio fotografico è costituito da 18 lastre alla gelatina di formato 18 x 24, 13 orizzontali (N_001617, N_001618, N_001621, N_001624, N_001625 e da N_001628 a N_001635) e 5 verticali (N_001619, N_001622, N_001623, N_001626 e N_001627). Tutti i negativi erano originariamente contenuti nella loro busta pergamina; tali custodie si conservano separatamente. All'interno del pergamino del fototipo N_001635, si conserva la fotocopia di una vecchia schedina inventariale, sulla quale è riportato l'autore e la data, non indicati sulle buste pergamine. Si segnala la presenza di un'etichetta incollata sul lato emulsione, delle matrici da N_001627 a N_001635. I negativi N_001619, N_001626 e N_001627 presentano una mascheratura realizzata con carta nera, lungo tutto il perimetro del lato emulsione. L'angolo inferiore sinistro della lastra N_001627 è rotto: i pezzi sono tenuti assieme dalla mascheratura. Sui negativi sono visibili le impronte del portalastre 
negativi conservati dentro busta e scatola acid-free 
Italia - Emilia Romagna - Bologna - Chiesa del Corpus Domini ; Elementi architettonici in terracotta – Lesene - Fregi ; Decorazione architettonica – Rilievi - Frammenti - Sec. 15 ; Scultori italiani - Sec. 15. – Savelli, Sperandio ; Bombardamenti aerei - Danni di guerra - Guerra mondiale 1939-1945, Savelli, Sperandio - Formelle in terracotta del portale della facciata della Chiesa del Corpus Domini di Bologna detta anche Chiesa della Santa, dopo il restauro del 1946 
Bologna (BO) 
0800641733 
negativo servizio 
proprietà Stato 
gelatina ai sali d'argento 
vetro 
Savelli, Sperandio - Formelle in terracotta del portale della facciata della Chiesa del Corpus Domini di Bologna detta anche Chiesa della Santa, dopo il restauro del 1946 

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