Italia - Emilia Romagna - Bologna - Chiesa del Corpus Domini (negativo) by Zagnoli, Alfonso (terzo quarto XX)

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Edifici di culto – Chiese - Esterni (negativo) di Zagnoli, Alfonso (terzo quarto XX) 
Italia - Emilia Romagna - Bologna - Chiesa del Corpus Domini (negativo) by Zagnoli, Alfonso (terzo quarto XX) 
Elementi architettonici – Porte (negativo) di Zagnoli, Alfonso (terzo quarto XX) 
Elementi architettonici – Porte (negativo) by Zagnoli, Alfonso (terzo quarto XX) 
Ricostruzione postbellica - Guerra mondiale 1939-1945 (negativo) di Zagnoli, Alfonso (terzo quarto XX) 
Ricostruzione postbellica - Guerra mondiale 1939-1945 (negativo) by Zagnoli, Alfonso (terzo quarto XX) 
Italia - Emilia Romagna - Bologna - Chiesa del Corpus Domini (negativo) di Zagnoli, Alfonso (terzo quarto XX) 
Edifici di culto – Chiese - Esterni (negativo) by Zagnoli, Alfonso (terzo quarto XX) 
negativo 
La lastra era originariamente contenuta in una busta pergamina; tale custodia si conserva separatamente in una scatola. Sul negativo sono visibili le impronte del portalastre 
1953-1953 
0800641773 
negativo 
00641773 
08 
0800641773 
Costruito fra il 1477 e il 1480 da Nicolò di Marchionne da Firenze e Francesco Fucci da Dozza, il Corpus Domini è uno dei santuari più cari alla devozione popolare. L'edificio è conosciuto anche con il nome di “Chiesa della Santa” in quanto in esso è conservato il corpo di Santa Caterina de' Vigri, fondatrice nel 1456 del primo convento di suore Clarisse a Bologna. Conservando la facciata rinascimentale, Giovan Giacomo Monti rimaneggiò l’edificio nella seconda metà del Seicento, in forma barocca. L’interno è a una navata, con cappelle affrescate da Marcantonio Franceschini e arricchito da sculture di Giuseppe Mazza. La chiesa deve però la sua notorietà all'esuberante portale in terracotta attribuito a Sperandio di Bartolomeo de' Savelli. Il santuario venne per la maggior parte distrutto dall’incursione aerea del 5 ottobre del 1943, che abbatté la facciata, il tetto, le volte della nave, alcune cappelle e la parte superiore dei muri di perimetro; inoltre distrusse e mutilò l’interna decorazione ad affresco e a stucco. Alfredo Barbacci, all'epoca del secondo conflitto mondiale Soprintendente a Bologna, in “Monumenti di Bologna. Distruzioni e restauri” del 1977 scrive che “Nel crollo della pesantissima facciata, il portale si era frantumato in piccoli e piccolissimi pezzi, che dovemmo raccogliere nell’alto cumolo di macerie che aveva sbarrato la via e il portico della casa antistante”. Il negativo in esame mostra la portone esterno dell'ingresso principale del santuario. Il muro grezzo di mattoni intorno alla porta, lascia intuire che il portale in terracotta attribuito a Sperandio di Bartolomeo de' Savelli, non sia ancora stato ricollocato sulla facciata della chiesa. Come desunto dall'iscrizione sul pergamino, la lastra è stata realizzata dal fotografo bolognese Alfonso Zagnoli (notizie 1908-1957) nel 1953 
Ricostruzione postbellica - Guerra mondiale 1939-1945 
Italia - Emilia Romagna - Bologna - Chiesa del Corpus Domini 
Edifici di culto – Chiese - Esterni 
Elementi architettonici – Porte 
negativo conservato dentro busta e scatola acid-free 
Bologna/ Chiesa del Corpus/ Domini = Montaggio del/ portale della facciata 
La lastra era originariamente contenuta in una busta pergamina; tale custodia si conserva separatamente in una scatola. Sul negativo sono visibili le impronte del portalastre 
Bologna (BO) 
proprietà Stato 
Italia - Emilia Romagna - Bologna - Chiesa del Corpus Domini ; Edifici di culto – Chiese - Esterni ; Elementi architettonici – Porte ; Ricostruzione postbellica - Guerra mondiale 1939-1945, Bologna - Esterno della Chiesa del Corpus Domini detta anche Chiesa della Santa – Porta del portale principale della facciata - Ripresa effettuata nel 1953 
gelatina ai sali d'argento 
vetro 

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