Archivio Morpurgo by Morpurgo, Luciano, Grafia Seda, IFI - Istituto Fotografico Italiano, Casa Editrice Dalmatia (XX)

https://w3id.org/arco/resource/PhotographicHeritage/1201254162 an entity of type: MovableCulturalProperty

archivio, professionale, bene semplice, Il fondo è costituto da circa 50.000 negativi su lastra di vetro e pellicola di vario formato (in massima parte 6x6, 6x9, 9x12, 10x15, 13x18) prevalentemente alla gelatina ai sali d'argento, ma anche con esemplari al collodio. Si contano circa 1.000 diapositive di formati diversi, realizzate tra 1910 e 1945 e prevalentemente utilizzate per le pubblicazioni della Casa Editrice Morpurgo riferite a: Palestina, Lazio, Lombardia, Città del Vaticano, Roma, Foro italico. Il fondo conta inoltre circa 35.000 positivi di vario formato raccolti in album, cartelle e scatole. Si tratta in massima parte di stampe alla gelatina bromuro d'argento ma sono presenti anche bromoli e stampe al carbone, testimonianze di quella "fotografia artistica" intrapresa da Morpurgo parallelamente all'attività documentaria. I positivi sono parzialmente legati all'attività editoriale di Morpurgo (8773 unità usate per le edizioni Kilophot, L. Morpurgo, Grafia Seda e IFI). E' presente inoltre una cospicua quantità di cartoline, circa 1800, prodotte e collezionate dallo stesso Morpurgo. Completa il fondo una ricca documentazione cartacea: registri di negativi e dei clienti, campionari, quaderni, cataloghi a stampa e alcuni volumi (Edizioni Dalmazia ed Edizioni Luciano Morpurgo). Si segnala inoltre il dattiloscritto originale del volume autobiografico "Cuore d’Israele. Poesia della famiglia ebraica", conservato ora presso la Biblioteca dell’ICCD, numerico, alfabetico, topografico, morfologico, Il fondo è parzialmente ordinato e in modo disomogeneo. Parte dei negativi è stato inventariato con il criterio per formato adottato dal GFN, con lettere C, D, E, F, G, H e i positivi di riproduzione sono collocati nell'archivio GFN suddivisi alfabeticamente per località e contenitore architettonico. I materiali positivi ancora da trattare, sia stampe fotografiche che cartoline, sono suddivisi topograficamente (es. Albania, Croazia, Egitto, Italia settentrionale, Italia centrale, Palestina...). Nei magazzini climatizzati i materiali sono ordinati numericamente per nuovo inventario assegnato. Negativi e diapositive ancora da inventariare sono suddivisi per morfologia. Esisteva in origine un ordinamento cronologico, organizzato dallo stesso Morpurgo, e riferito ad alcune sezioni del fondo: questo ordinamento si è perso in seguito alla successiva suddivisione topografica
Archivio Morpurgo di Morpurgo, Luciano, Grafia Seda, IFI - Istituto Fotografico Italiano, Casa Editrice Dalmatia (XX) 
Archivio Morpurgo by Morpurgo, Luciano, Grafia Seda, IFI - Istituto Fotografico Italiano, Casa Editrice Dalmatia (XX) 
Archivio Morpurgo (archivio, bene semplice) 
post 1901-ante 1970 
1201254162 
archivio professionale 
01254162 
12 
1201254162 
Il fondo è stato materialmente acquisito dal Gabinetto Fotografico Nazionale subito dopo la morte di Morpurgo e prelevato dalla casa dell'autore in maniera disorganica. Già nel dicembre 1969 era stato stipulato un accordo tra il Ministero Pubblica Istruzione, rappresentato dall'allora direttore della Fototeca Nazionale Carlo Bertelli, e Luciano Morpurgo, per la cessione di 19.442 lastre fotografiche e di 10811 riproduzioni in formato 6x9 per una cifra complessiva di otto milioni di lire. Dopo l'acquisizione Bertelli iniziò immediatamente una ricognizione del fondo effettuando una prima scelta delle sezioni ritenute più interessanti dal punto di vista della documentazione storico artistica. Successivamente le lastre vennero inventariate, soggettate (a cura di Eva Paola Amendola e Fernando Liuzzi) e ristampate con l'inserimento di queste stampe moderne nell'archivio del GFN. Qualche anno dopo, nel 1973, la figlia Silvana cederà altre 3.500 lastre fotografiche relative ai viaggi compiuti dal padre in Dalmazia, Romania, Bulgaria e Albania tra 1929 e 1936, a integrazione del materiale già acquisito. Con l’istituzione del Ministero dei Beni culturali e ambientali nel 1975 il GFN confluisce nell’ICCD e il fondo subisce un ulteriore trasloco da Via in Miranda a Via di S. Michele, dove le lastre inventariate vengono inserite nell’archivio negativi ICCD, le ristampe moderne distribuite negli schedari della Fototeca Nazionale e il materiale rimanente in locali deposito presso l'ICCD 
Viaggi - Albania <1929> ; Bulgaria <1935-1936> ; Palestina <1927> ; Turchia <1935-1936> ; Grecia <1936> ; Croazia <1940> 
Escursioni - Pellegrinaggi 
Fascismo - Architettura - Urbanizzazione 
Guerra mondiale 1914-1918 
Italia - Centri storici 
Roma - Architettura - Urbanistica 
Montagne - Alpinismo - Escursionismo - Club Alpino Italiano  
Zone alpine - Regioni alpine - Friuli-Venezia Giulia - Lombardia - Piemonte - Trentino-Alto Adige - Veneto - Valle d'Aosta 
Folclore - Tradizioni popolari - Usanze - Cultura popolare 
Terremoti - Zone terremotate - Monterchi <1917> ; Avezzano <1919> 
pulitura, restauro, consolidamento, condizionamento 
Il fondo Morpurgo è suddiviso in vari locali. Una parte dei positivi sciolti è collocata nei magazzini climatizzati, (prima stanza a sinistra, parete sinistra, secondo scaffale), a seguito di un intervento di restauro e housing. Le stampe sono contenute in scatole conservative numerate esternamente da 1 a 55, con etichetta che riporta gli intervalli inventariali delle stampe all’interno. Sempre nei magazzini climatizzati sono conservati alcuni album sottoposti a restauro (Raccolta di cartoline “Le bellezze d’Italia”, “Elenco degli oggetti artistici del tempio israelitico di Spalato distrutti il 12 giugno 1942”). In Sala Tevere gli armadi 5 e 6 contengono materiale ancora da inventariare, parzialmente trattato dal punto di vista conservativo. L'armadio 5 contiene negativi 10x15, diapositive 8,5x8 in 20 scatole originali portalastre e una scatola di lastre rotte formato 18x24. L'armadio 6 contiene materiale positivo parzialmente inventariato e condizionato in scatole conservative grigie e suddiviso tematicamente per luoghi in ordine alfabetico. Contiene inoltre stampe originali di formato 21x27 rinvenute nel fondo MPI e molti registri originali suddivisi per area geografica e stampe editoriali. Gli armadi 11 e 12 contengono album e cartelle inseriti in scatole conservative (209) numerate esternamente. I positivi di riproduzione tratti dalle lastre inventariate con numero GFN (formati C, D, E, F, G, H) sono collocati in tre cassettiere (ognuna composta da quattro cassetti) sulla parete sinistra della Sala Tevere. Le stampe sono applicate su cartone di supporto marrone tramite film trasparente e sono dotate di etichetta didascalica. Altri positivi originali sono invece disseminati nell'ordinamento generale topografico-alfabetico del fondo GFN. Alcune lastre al collodio di formato D (da 8712 a 8969) e altre lastre alla gelatina ai sali d’argento non ancora inventariate, sono conservate nella stanza 142, primo piano, parete di fondo, su scaffale metallico 
Il fondo è costituto da circa 50.000 negativi su lastra di vetro e pellicola di vario formato (in massima parte 6x6, 6x9, 9x12, 10x15, 13x18) prevalentemente alla gelatina ai sali d'argento, ma anche con esemplari al collodio. Si contano circa 1.000 diapositive di formati diversi, realizzate tra 1910 e 1945 e prevalentemente utilizzate per le pubblicazioni della Casa Editrice Morpurgo riferite a: Palestina, Lazio, Lombardia, Città del Vaticano, Roma, Foro italico. Il fondo conta inoltre circa 35.000 positivi di vario formato raccolti in album, cartelle e scatole. Si tratta in massima parte di stampe alla gelatina bromuro d'argento ma sono presenti anche bromoli e stampe al carbone, testimonianze di quella "fotografia artistica" intrapresa da Morpurgo parallelamente all'attività documentaria. I positivi sono parzialmente legati all'attività editoriale di Morpurgo (8773 unità usate per le edizioni Kilophot, L. Morpurgo, Grafia Seda e IFI). E' presente inoltre una cospicua quantità di cartoline, circa 1800, prodotte e collezionate dallo stesso Morpurgo. Completa il fondo una ricca documentazione cartacea: registri di negativi e dei clienti, campionari, quaderni, cataloghi a stampa e alcuni volumi (Edizioni Dalmazia ed Edizioni Luciano Morpurgo). Si segnala inoltre il dattiloscritto originale del volume autobiografico "Cuore d’Israele. Poesia della famiglia ebraica", conservato ora presso la Biblioteca dell’ICCD 
Attorno al 1990 è stata avviata una attività di ricognizione e ordinamento del fondo che contemplava il restauro, la catalogazione e la digitalizzazione da effettuarsi nel corso degli anni successivi. Il riordino dell’intero fondo si è presentato particolarmente complesso, data la frammentazione, la disomogeneità e disaggregazione delle parti che lo componevano. Sono stati redatti numerosi documenti, elenchi e tabelle in formato xls che descrivono i soggetti e le quantità dei materiali che compongono il fondo (elenco riassuntivo dei negativi, elenco riassuntivo dei positivi originali, elenco dei materiali cartacei). Tra 2002 e 2004 è stata eseguita una catalogazione parziale di album e cartelle contenenti positivi, mentre in occasione della mostra su Vallepietra (2006) sono state realizzate 150 schede di catalogo di positivi legati a questo soggetto. Le modalità di acquisizione e sistematizzazione del fondo, avvenuti in tempi e modi diversi, hanno determinato una frammentazione dell’archivio originario di Morpurgo, solo in parte ricomposto. La digitalizzazione del fondo, ad opera del Laboratorio fotografico dell’ICCD in alta e bassa risoluzione, ha interessato al momento 1243 elementi di cui 626 immagini sono confluite nel progetto per un sistema di archiviazione e gestione delle immagini digitali (SAGID) e sono visibili alla pagina http://www.fotografia.iccd.beniculturali.it/index.php?r=collezioni/immagini&fondo=Morpurgo. Si ricorda la ricognizione storico-inventariale commissionata dall’ICCD a Mariantonietta Lanzillotti, che contiene la revisione complessiva del fondo finalizzata all'individuazione dei settori tematici, alla quantificazione delle immagini, alla verifica e realizzazione della soggettazione del fondo. E’ in atto una approfondita ulteriore ricognizione complessiva dei materiali da parte di Giovanna Bertelli, finalizzata alla valutazione patrimoniale 
Roma (RM) 
proprietà Stato 
Montagne - Alpinismo - Escursionismo - Club Alpino Italiano ; Zone alpine - Regioni alpine - Friuli-Venezia Giulia - Lombardia - Piemonte - Trentino-Alto Adige - Veneto - Valle d'Aosta ; Escursioni - Pellegrinaggi ; Viaggi - Albania <1929> ; Bulgaria <1935-1936> ; Palestina <1927> ; Turchia <1935-1936> ; Grecia <1936> ; Croazia <1940> ; Terremoti - Zone terremotate - Monterchi <1917> ; Avezzano <1919> ; Fascismo - Architettura - Urbanizzazione ; Folclore - Tradizioni popolari - Usanze - Cultura popolare ; Italia - Centri storici ; Guerra mondiale 1914-1918 ; Roma - Architettura - Urbanistica, Le fotografie realizzate da Morpurgo tra gli anni 1910 e 1940 riguardano località italiane di particolare interesse paesaggistico, storico e artistico. Le città maggiormente rappresentate sono: Roma (in particolare la trasformazione urbanistica intorno agli anni ’30), Venezia, Napoli, Milano, Firenze, Pisa, Perugia, Assisi, Genova, Palermo, Siracusa, Bologna, Parma, Ravenna, Trieste, Trento, Verona, il lago di Garda e il lago di Como, la riviera ligure e altre località del Lazio, della Sicilia, della Toscana, della Campania. Vi sono reportages di viaggio: Albania, Egitto, Grecia, Turchia, Bulgaria, Romania, Palestina e Transgiordania, Istria, Dalmazia e in particolare Spalato. E’ rappresentata la montagna, tra cui numerose escursioni con il CAI (Lombardia, Abruzzo, Lazio, Trentino Alto Adige e Veneto). Di interesse storico un album dedicato alla Prima Guerra mondiale con i prigionieri di guerra detenuti nel Forte Tiburtino. Un considerevole nucleo di immagini documenta il ventennio fascista: piccole e grandi realizzazioni, opere dell’architettura razionalista, bonifica dell’Agro Pontino, varie manifestazioni e eventi. Vi sono fotografie dell’antico cimitero ebraico di Roma, sull’Aventino, fotografato poco prima che venisse distrutto. Il suo interesse etnografico gli ha consentito di fissare le differenze culturali, ma di trovare al contempo elementi comuni a civiltà diverse, come nelle documentazioni di manifestazioni religiose (il pellegrinaggio alla SS. Trinità di Vallepietra, al Monte Athos in Grecia, o alla Madonna del Canneto in provincia di Frosinone). L'amore per il viaggio e la necessità di porsi in relazione con le persone sono due elementi costanti nella sua produzione fotografica che abbraccia luoghi e genti 
85.000 ca 
Le fotografie realizzate da Morpurgo tra gli anni 1910 e 1940 riguardano località italiane di particolare interesse paesaggistico, storico e artistico. Le città maggiormente rappresentate sono: Roma (in particolare la trasformazione urbanistica intorno agli anni ’30), Venezia, Napoli, Milano, Firenze, Pisa, Perugia, Assisi, Genova, Palermo, Siracusa, Bologna, Parma, Ravenna, Trieste, Trento, Verona, il lago di Garda e il lago di Como, la riviera ligure e altre località del Lazio, della Sicilia, della Toscana, della Campania. Vi sono reportages di viaggio: Albania, Egitto, Grecia, Turchia, Bulgaria, Romania, Palestina e Transgiordania, Istria, Dalmazia e in particolare Spalato. E’ rappresentata la montagna, tra cui numerose escursioni con il CAI (Lombardia, Abruzzo, Lazio, Trentino Alto Adige e Veneto). Di interesse storico un album dedicato alla Prima Guerra mondiale con i prigionieri di guerra detenuti nel Forte Tiburtino. Un considerevole nucleo di immagini documenta il ventennio fascista: piccole e grandi realizzazioni, opere dell’architettura razionalista, bonifica dell’Agro Pontino, varie manifestazioni e eventi. Vi sono fotografie dell’antico cimitero ebraico di Roma, sull’Aventino, fotografato poco prima che venisse distrutto. Il suo interesse etnografico gli ha consentito di fissare le differenze culturali, ma di trovare al contempo elementi comuni a civiltà diverse, come nelle documentazioni di manifestazioni religiose (il pellegrinaggio alla SS. Trinità di Vallepietra, al Monte Athos in Grecia, o alla Madonna del Canneto in provincia di Frosinone). L'amore per il viaggio e la necessità di porsi in relazione con le persone sono due elementi costanti nella sua produzione fotografica che abbraccia luoghi e genti 

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