Formatura in staffa di un ornamento da gondola - (tecniche)

https://w3id.org/arco/resource/Veneto/DemoEthnoAnthropologicalHeritage/CRV-BDI_0000822 an entity of type: DemoEthnoAnthropologicalHeritage

Formatura in staffa di un ornamento da gondola, tecniche
Formatura in staffa di un ornamento da gondola - (tecniche) 
Formatura in staffa di un ornamento da gondola - (tecniche) 
Per prendere l’impronta del modello dell’oggetto da realizzare, in questo caso un cavallo marino da gondola su una piccola base, si utilizza una staffa riempita di terra di Fontainebleau ben pressata sulla quale il modello viene delicatamente appoggiato e poi fatto affondare leggermente con l’aiuto di un mazzuolino di legno perché “deve andare metà sopra e metà sotto”. Si collocano poi due forme, una per il cavallo e una per la base, per ricavare la traccia dei canali di colata che servono per portare all’interno della staffa l’ottone liquido. Si spolvera uniformemente tutta la superficie con “polvere di licopodio che serve per isolare in modo che il modello non si attacchi alla terra”. Sui punti più lavorati del modello, come la testa e il corpo del cavallo, si pone della terra di fonderia sintetica che “prende bene tutti i dettagli delle impronte”. Si colloca esattamente al disopra della prima staffa, un’altra staffa e su di essa un setaccio a larghe maglie; si riempie lo spazio tra le staffe con terra di Fontainbleau, raccogliendola con una grossa sessola: “la terra deve essere inumidita perché prenda consistenza, non troppo bagnata e non troppo asciutta perché se no si scioglie” e deve essere ben pressata e livellata. Per far sì che penetri bene all’interno della forma si utilizza un ferro detto #incalcatòr# o #calcadòr# e poi si pressa con un mazzuolo di legno. Si passa, infine, una bacchetta di legno a sezione quadrangolare per eliminare la terra in eccedenza e livellare perfettamente la superficie. La staffa, tenuta ben pressata, viene capovolta. Si elimina, “tiro via”, la staffa che fungeva da base scoprendo in tal modo il modello. Si rifiniscono e ripuliscono dai residui di terra i bordi del modello utilizzando palette di vario tipo come una lancetta #lancéta cò scugèr e paletìna# che reca alle estremità un cucchiaio e una paletta e un’ #anséta# realizzata dallo stesso fonditore, e definita dall’informatore “l’arma di lavoro perché con questa si fa tutto”; si utilizza poi un mazzuolino in legno per sistemare bene il modello. Per verificare l’altezza della terra perché “ se la terra si alza vuol dire che è sopra la metà, la terra non deve alzarsi e così sono sicuro che sono a metà giusta”, il modello viene leggermente sollevato mediante un bastoncino di legno fissato in un apposito foro. Spolvera di nuovo polvere di licopodio, isolante, perché la terra non si attacchi. Sovrappone alla staffa così preparata un’altra staffa, identica per dimensioni, e procede a riempirla di nuovo con la terra di Fontainebleau seguendo la stessa procedura descritta in precedenza, in modo tale da imprimere l’impronta della restante superficie del modello. La forma composta dalle due staffe viene capovolta. A questo punto si può procedere all’apertura, scomposizione, delle due staffe che recano impressi a specchio i due lati del modello. Il modello viene rimosso con estrema delicatezza, dopo aver bagnato con acqua la terra tutto intorno ad esso in modo che, quando viene sollevato mediante un bastoncino fissato entro un apposito foro del modello che l’esecutore provvederà poi a richiudere , “ la terra resti ferma” e dopo aver dato piccoli colpi sul modello con un piccolo mazzuolo di legno. Con le #anséte# si creano i canali di alimentazione: si “libera il percorso che deve fare l’ottone per alimentare la base e si apre perché l’ottone possa entrare dentro e alimentare il cavallo”. Realizza poi con un lungo e sottile strumento metallico a forma di spillo “un respiro, uno sfiato, perché quando l’ottone entra se forma dei gas, escono”. Sul lato interno della staffa superiore realizza, con l’ausilio di strumenti di diametri diversi dal più piccolo di circa 2-3 cm al più grande di circa 4 -6 cm su cui batte con il mazzuolo di legno, tre fori, due più piccoli e uno più grande. I fori sono di dimensioni variabili e proporzionati al pezzo da alimentare perché “più #grando# è il pezzo più #grando# deve essere il foro, questo serve a dare pressione e fare in modo che l’ottone spinga dentro”. Liscia e pressa bene i bordi dei fori perché la terra deve essere compatta in quanto “quando entra il getto d’ottone non deve portare via la terra se no sono tutte impurità, sporco, che va dentro l’ottone”. Attraverso uno dei fori l’ottone fa un percorso all’interno, detto canale di colata, e va ad alimentare il cavallo; una altro foro va ad alimentare la base. Il foro più grande viene evidenziato con un segno circolare in modo che sia meglio riconoscibile durante la fase della fusione. Le due staffe, ormai pronte, vengono poste l’una sull’altra, facendone combaciare i perni di legno di riferimento con i fori corrispondenti, e chiuse pressandole con forza. Sui fori di alimentazione viene spolverata polvere di licopodio per renderli più evidenti. A questo punto si può procedere alla fusione; le staffe possono essere aperte dopo 15-20 minuti per effettuare la “sformatura” dei pezzi. 
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https://w3id.org/arco/ontology/context-description/DirectObservation 
Tecnica 
Posizionamento del modello e delle forme dei canali di colata sulla staffa; distribuzione di terra di fonderia sui dettagli del modello; spolveratura con polvere di licopodio; posizionamento di una seconda staffa al di sopra della prima; riempimento della staffa con terra; pressatura con il #calcadòr# e con il mazzuolo di legno ; livellamento della superficie; primo capovolgimento della staffa; eliminazione della staffa di base; pulitura e rifinitura dei bordi del modello con #lancéta# e #anséta#; spolveratura con polvere di licopodio; sovrapposizione di un’altra staffa; riempimento della staffa con terra; pressatura della terra con il #calcadòr# e con il mazzuolo di legno ; secondo capovolgimento della staffa; apertura, scomposizione, della staffa; rimozione del modello; tracciatura dei canali di alimentazione; apertura dei fori di sfiato; apertura dei fori di alimentazione; chiusura della staffa; evidenziazione dei fori di alimentazione con segni e polvere di licopodio. 
Formatura in staffa di un ornamento da gondola 

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