Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi

http://dati.beniculturali.it/iccd/cf/resource/CulturalInstituteOrSite/1477121776486 an entity of type: Site

Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi 
La Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi, nata per  volontà del  collezionista piacentino Giuseppe Ricci Oddi (Piacenza, 1869-1937) e inaugurata nel 1931, custodisce una delle più importanti raccolte italiane di pittura e scultura dell’Ottocento e del primo Novecento.La collezione si caratterizza per la straordinaria omogeneità, basata sulla riconosciuta superiorità dell’arte figurativa, anche se  Ricci Oddi, pur senza avvicinarsi mai troppo alle avanguardie più radicali, fu attento ad alcune  moderate novità d’inizio Novecento, come le sfumature stilistiche del Simbolismo e le esperienze di matrice impressionista e fauve sviluppate dagli italiani più aggiornati. Altra caratteristica è l’organicità della composizione, poiché vi sono comprese solo opere dall’epoca romantica in avanti, prevalentemente italiane, sforzandosi di mantenere un equilibrio fra le varie regioni, e considerando i pochi artisti stranieri per la loro influenza sugli italiani. Le sale della Galleria sono allestite armonicamente con opere d’artisti raggruppati per appartenenza ad aree geografiche limitrofe, assonanze stilistiche e congruenze cronologiche e sono dedicate da un lato alle scuole regionali, dall’altro ai movimenti: Novecento italiano, Scapigliatura lombarda, Simbolismo, Orientalismo; spazi monografici sono riservati agli artisti più amati, quali Antonio Fontanesi, Antonio Mancini e il piacentino Stefano Bruzzi. Si apre con le opere degli emiliani, come Amedeo Bocchi, Giuseppe Graziosi, Garzia Fioresi, Alfredo Protti, cui è stata affiancata la ricerca italo-francese di Mario Cavaglieri. La scuola toscana è ben rappresentata dai più importanti esponenti della pittura di macchia: Giovanni Fattori, Vincenzo Cabianca, i fratelli Francesco e Luigi Gioli, Cristiano Banti, Raffaello Sernesi, Mario Puccini,  Telemaco Signorini e Silvestro lega.  Una collezione privata di quaranta pezzi di piccolo formato, presente in Galleria dal 2010 in virtù di un comodato, arricchisce e completa la collezione Ricci Oddi documentando  in modo compiuto ed efficace l’evoluzione della pittura in Toscana, dagli anni sessanta dell’Ottocento al primo quarto del Novecento. Il percorso inizia con i capiscuola dei Macchiaioli Fattori, Signorini, Lega; segue l’attività degli artisti italiani che a Parigi si indirizzarono verso l’Impressionismo, Giuseppe De Nittis, Giovanni Boldini e Federico Zandomeneghi; seguono i dipinti di Eugenio Cecconi e Adolfo Belimbau di atmosfera orientalista. Dagli anni ottanta e novanta fino ai primi anni del Novecento, la scuola macchiaiola comincia a frammentarsi in esperienze diverse, qui esemplificate dalle prove di autori quali Raffaello Sorbi, Ugo Manaresi, Giorgio Kienerk, Niccolò Cannicci, Cesare Ciani, i fratelli Luigi e Francesco Gioli, Vittorio Corcos, Adolfo e Angiolo Tommasi, Ulvi Liegi, Alberto Pisa. Più tardi, e ormai distanti dalle esperienze  del nucleo originario della scuola macchiaiola, sono altri autori, fra i quali: Raffaello Gambogi, Giovanni Bartolena, Mario Puccini, Renato Natali, le cui opere ci introducono alle poetiche e sensibilità del Novecento; così come l’eco delle avanguardie e la conoscenza di quanto stava accadendo in Europa si esplicitano nelle opere di Plinio Nomellini e Benvenuto Benvenuti. Concludono la rassegna i dipinti più tardi di Oscar Ghiglia  e Cafiero Filippelli, che nell’abbandonare il soggetto paesistico si collocano in pieno Novecento. Per il Piemonte sono esposte opere, fra gli altri, di  Giacomo Grosso, Cesare Maggi, Marco Calderini  e Giuseppe Pellizza da Volpedo. Due sale sono dedicate agli artisti lombardi. Ritratto d’uomo di Francesco Hayez, del 1834, idealmente dovrebbe aprire la Galleria perché è l’opera più antica tra quelle raccolte. Il Naturalismo lombardo è presente con Mosé Bianchi, Francesco Filippini, Filippo Carcano, Giovanni Carnovali detto il Piccio, Cesare Tallone, Leonardo Bazzaro e Emilio Gola; Gerolamo Induno, Gaetano Previati, Giovanni Segantini, Angelo Morbelli e Giuseppe Grandi presente con alcune sculture, sono altri artisti importanti da segnalare. La ricerca pittorica romana è testimoniata da Antonio Mancini, mentre il meridione vede interessanti prove di Francesco Paolo Michetti,  i fratelli Giuseppe e Filippo  Palizzi, Domenico Morelli e Vincenzo Irolli. Un movimento di transizione tra passato e futuro, a cavallo del secolo, è stato il Simbolismo, nel quale si possono riconoscere manifeste spie del rinnovamento culturale poi deflagrato nella nascita delle avanguardie europee. Figurativamente esso è rappresentato da importanti opere di Giulio Aristide Sartorio, Plinio Nomellini, Camillo Innocenti e Felice Carena, nonché da interessanti dipinti d’estrazione emiliano-romagnola, quali Adolfo De Carolis, Mario De Maria, Cesare Laurenti. La frequentazione alle Biennali del primo trentennio del secolo scorso portava il collezionista Ricci Oddi alla conoscenza e all’apprezzamento dell’arte internazionale, in particolare di quella che aveva impresso significativi cambiamenti a quella italiana: da lui venivano acquisiti lavori di Thorolf Holmboe, Alfred Napoléon Delaunois, Carl Larsson, Albin Egger-Lienz,  oltre a opere degli Italiani di Parigi, Federico Zandomeneghi, Giuseppe De Nittis, Giovanni Boldini. La vasta stagione del movimento artistico di Novecento italiano, con molte delle sue varianti, è rappresentata pittoricamente da Piero Marussig, Gianfilippo Usellini, Massimo Campigli, Ottavio Steffenini, Carlo Prada, Filippo De Pisis, Bruno Saetti, Anselmo Bucci, Leonardo Dudreville, Achille Funi, Gian Emilio Malerba, Ubaldo Oppi, Mario Sironi, Felice Carena, Felice Casorati, Arturo Tosi, Aldo Carpi, Carlo Carrà, Alberto Salietti, Michele Cascella. La cultura figurativa veneta è rappresentata da Pietro Fragiacomo, cui seguono Guglielmo e Beppe Ciardi, Francesco Sartorelli, Ettore Tito, Ferruccio Scattola, Guido Cadorin e Lino Selvatico. Numerosi e di rilievo anche gli scultori presenti: Vincenzo Gemito, Paolo Troubetzkoy, Adolfo Wildt, Medardo Rosso, Libero Andreotti, Attilio Selva, fra gli altri.Chiude il percorso museale la sala dedicata a una selezione di pittura piacentina dell’Ottocento e del primo Novecento. In particolare si segnalano Giuseppe Ghittoni, Luciano Ricchetti, Oswaldo Bot e Bruno Cassinari. 
Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi 

data from the linked data cloud

Licensed under Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0). For exceptions see here