Rotondo, Luca
http://dati.beniculturali.it/iccd/fotografico/resource/Agent/IT-ICCD-EACCPF-0001-017891 an entity of type: Agent
"Io sono un collezionista: fotografo, archivio, conservo. La fotografia è una forma di archiviazione del reale, una banca dati di ricordi, emozioni, profumi, situazioni, persone, storie".
La fotografia entra silenziosa nella vita di Luca Rotondo fin dai suoi primi anni di vita e da sempre è sua compagna, prima per gioco, poi per passione e ora come vera e propria professione.
Dopo un ciclo di studi economici, conclude con il massimo dei voti una laurea triennale in fotografia all’Istituto Europeo di Design di Milano. Subito dopo l’Università dal 2015 inizia a collaborare continuativamente con riviste italiane e internazionali, vincendo nel 2016 la dodicesima edizione del Premio Amilcare G. Ponchielli con il progetto “Metropolitan Lullabies”, una serie di fotografie in cui le zone centrali di Milano diventano, nel silenzioso vuoto notturno, abitazione di persone altrimenti invisibili. La figura umana è per Rotondo elemento del paesaggio stesso, ambiente e persona sono funzionali alla narrazione: nel progetto “Lares”, tutt’ora in corso, la tassidermia è raccontata tramite esseri umani e animali in posa nelle proprie case, circondati da oggetti e affetti. A tratti la figura umana è assente e l’ambiente torna ad essere l’unico protagonista, isolato e solitario, come Rotondo stesso quando si ritrova immerso nella solitudine della montagna. I più recenti lavori “Kirka” (2021) e “Tapum” (2018) sono propriamente accomunati dalla sua passione per l’altitudine, dove orso e uomo fanno da sfondo invisibile alla maestosità del paesaggio che li ingloba, rendendo le tracce del loro passaggio inavvertibili.