Musei del Bargello - Museo della Casa Fiorentina Antica, Palazzo Davanzati

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Musei del Bargello - Museo della Casa Fiorentina Antica, Palazzo Davanzati 
Musei del Bargello - Museo della Casa Fiorentina Antica, Palazzo Davanzati 
Il Palazzo fu fatto costruire dalla famiglia Davizzi nella prima metà del Trecento e nel 1558 passò alla famiglia Davanzati: segna il passaggio dalla casa torre medievale alla casa mercantile, in uno sviluppo verticale su quattro livelli più il piano terra. Elia Volpi, mercante d’arte e antiquario, agli inizi del ‘900, recuperò il Palazzo nel suo aspetto originario destinandolo a rappresentare la fiorentinità abitativa in epoca rinascimentale, seppur parziale e incompleta. Il medesimo intento guidò Luciano Berti quando, nel 1956, inaugurò questo museo arredandolo con oggetti provenienti dalle collezioni fiorentine, arricchite successivamente con acquisti e donazioni. Senza in alcun modo venir meno a queste idee primigenie nel 2022 è stato effettuato un lavoro di riordino della collezione presente integrata, quanto più possibile, con un nucleo di opere in prestito temporaneo dalle collezioni e dai depositi del Museo Nazionale del Bargello. Questi ultimi oggetti di grande valore storico-artistico sono stati scelti per la loro relazione temporale e culturale, non solo con le opere più rappresentative già presenti nel museo, ma anche con l’edificazione e le epoche più significative vissute dagli abitanti del Palazzo. All’interno dei celebri ambienti della dimora gentilizia, dalla Sala dei Pappagalli alla Camera dei Pavoni fino alla camera affrescata nel perimetro con le storie tratte dalla leggenda medievale della Castellana di Vergi, accanto ad opere d’arte di Antonio Rossellino, Lorenzo Ghiberti, Maestro di Serumido, Jacopo del Sellaio, Mariotto di Nardo, si fanno spazio alcuni dei fiori all’occhiello del nuovo allestimento, suddiviso per epoca, dal primo piano, con opere e arredi del Trecento e Quattrocento, al secondo piano, con opere e arredi dal Cinquecento al Settecento, mentre il terzo piano accoglie la nuova sala dedicata a merletti e ricami, una sala dedicata all’arte quattrocentesca fiorentina e l’affascinante cucina. Nella cosiddetta Camera delle Impannate, hanno finalmente trovato nuova sistemazione cosiddetti Trionfi, derivanti dal poema di Francesco Petrarca e dipinti da Giovanni di Ser Giovanni, detto Lo Scheggia, fratello minore di Masaccio. I quattro dipinti su tavola ricurva, di rara bellezza, realizzati intorno alla metà del Quattrocento e sulla cui destinazione d’uso gli studiosi continuano a interrogarsi, sono stati posizionati (insieme ad altre opere dello stesso autore, come il bellissimo desco da parto) in un ambiente più grande e arioso, ad un’altezza consona, per consentire al visitatore di apprezzarne al meglio l’unicità. Nuova vita (e nuova collocazione) anche per la cosiddetta Coperta Guicciardini, capolavoro tessile del Trecento che dopo più di 30 anni, a parte una breve parentesi nel 2010, torna ad essere visibile al pubblico. A compendio della Coperta Guicciardini è stato inoltre realizzato un video dedicato ai giovanissimi, reso possibile grazie al finanziamento di Fondazione CR Firenze, che meglio illustrerà il significato delle scene ricamate sull’opera d’arte in tessuto. Restaurato e nuovamente restituito alla fruizione del pubblico anche il bellissimo Armario, risalente al 1530. Questo raro mobile dipinto a grottesche, realizzato in ambito senese nella prima metà de XV secolo, era destinato alla custodia di armi come indicano le iscrizioni a lettere capitali sull’architrave. Vanto del museo è anche la straordinaria collezione, tra le più importanti d’Italia, di merletti, ricami e disegni per tessili (con ben 2000 pezzi provenienti da donazioni e acquisti dello Stato che vanno dal 1600 al 1900 secolo) che sono stati oggetto di una manutenzione conservativa e tutti nuovamente allestiti, oggi presentati in una nuova sala espositiva, intesa a valorizzare maggiormente le preziosità e le eleganze di questi prodotti manifatturieri in cui viene riconosciuta la donna e il suo ruolo nella società tra Ottocento e Novecento. Sempre al riallestimento del 2022 dobbiamo la novità delle immagini che scorrono su una parete delle nuove salette dedicate a Elia Volpi che mostrano il Palazzo nei primi anni del Novecento, con gli arredi raccolti dall’antiquario e alienati con un successo memorabile nelle aste del 1916 e del 1917 a New York. Completano le salette alcune opere pittoriche e grafiche che il Volpi realizzò quando cercava di farsi strada come pittore, alcuni mobili e un’inedita scultura già di sua proprietà, oltre a oggetti appartenenti a lui e ai suoi familiari. Nuove generazioni di studenti potranno apprezzare il nuovo percorso espositivo dove l’evoluzione degli stili e della moda abitativa è didatticamente semplificata e al contempo meglio esplicitata, anche con l’ausilio di supporti audiovisivi e pannelli esplicativi.  
DBUnico.20286 
11.252855 
43.770203 
Museo, Galleria e/o raccolta 

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